La condanna delle spese: poiché la parte che subisce una lesione del suo diritto, deve essere tenuta indenne dalle conseguenze della lesione, ove essa sia costretta ad adire al giudice, ha diritto di regola, al rimborso delle spese di lite a carico dell’autore della lesione, che è colui che soccombe in giudizio. Questa è la ragione che giustifica la regola secondo cui, la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza. Nel caso di vittoria e soccombenza parziale, le spese andranno in tutto in parte compensate. La regola della soccombenza soffre di due eccezioni, in quanto un giudice può:

  • dichiarare, in tutto in parte, compensate le spese, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni;
  • nel pronunciare la condanna, esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice, se le ritiene eccessive o superflue.

La condanna a quali spese?

Le spese comprendono:

  • i costi sostenuti dalla parte relativamente alle attività processuali come diritti di notifica, diritti di copia e contributo unificato;
  • gli onorari e i diritti del difensore;
  • i cosiddetti accessori, come ad esempio, il contributo per la cassa forense o previdenziale, il rimborso spese per la trasferta del difensore e le consulenze tecniche disposte su istanza di parte o d’ufficio.

Qual è il rischio per il contribuente?

Ne consegue che il rischio per il contribuente, in caso di rigetto integrale del ricorso, non è solo quello di vedersi condannato alle spese, ma anche di essere tenuto a versare un importo pari al doppio del contributo unificato che nelle controversie tributarie, può anche raggiungere importi rilevanti. Ciascuna parte deve provvedere alle spese negli atti processuali che compie, di quelli che chiede e che anticipa. Nel processo tributario è previsto il gratuito patrocinio, quindi, coloro i quali possiedono un reddito inferiore alla soglia determinata dalla legge, sono ammessi al patrocinio a spese dello Stato. Il giudice non deve solo indicare la parte condannata alle spese, ma anche quantificarle.

La nota spese

Il difensore al momento del passaggio in discussione della causa, deve unire al fascicolo di parte la nota delle spese, indicando in modo distinto e specifico gli onorari e le spese. La nota spese può essere depositata:

  • sino a 10 giorni liberi prima della data di trattazione, in caso di discussione in pubblica udienza;
  • sino a 5 giorni liberi prima della trattazione nell’ipotesi di trattazione in Camera di Consiglio.
  • spetta il rimborso delle sole spese vive come, ad esempio, quelle relative all’imposta di bollo e ai diritti di copia.

Le spese vengono tipicamente liquidate mediante la sentenza. Anche i provvedimenti cautelari contengono la liquidazione delle spese.

La condanna: la liquidazione delle spese

Ove il contribuente non ottemperi al pagamento delle spese, è possibile la notifica della cartella di pagamento e, se del caso, procedere all’espropriazione forzata. La Suprema Corte ha precisato che nell’ipotesi in cui manchi la liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza, ma vi sia l’indicazione che le stesse sono poste a carico del soccombente, l’interessato dovrà esperire il procedimento di correzione, per ottenerne la quantificazione. Le spese devono essere liquidate con riferimento ai singoli gradi di giudizio. Il giudice può dichiarare in tutto o in parte, compensate le spese nel caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano eccezionali ragioni che devono essere successivamente motivate. Non sarebbe adeguatamente motivata la sentenza che facesse riferimento a motivi di equità, non altrimenti specificati.

Incertezza della controversia

Le gravi ed eccezionali ragioni possono sussistere nelle seguenti ipotesi, la maggior parte delle quali riguardano la particolare incertezza della controversia:

  • complessità della vertenza;
  • precedenti giurisprudenziali contrastanti;
  • novità delle questioni;
  • sopravvenienza di nuove leggi;
  • sopravvenienza di pronunce di incostituzionalità.

La giurisprudenza ha sostenuto che la pronuncia sulla compensazione delle spese è da ritenersi insindacabile in sede di legittimità, eccetto i casi in cui siano espresse ragioni palesemente illogiche. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, ritenendo superato tale riferimento, ha sancito la necessità che il provvedimento di compensazione delle spese trovi un adeguato supporto motivazionale. Pertanto, la decisione deve considerarsi priva di motivazione qualora contenga la tautologica affermazione secondo cui sussistono giustificati motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio.

La condanna delle spese del processo:

Le addebita interamente alla parte che ha rifiutato la proposta di conciliazione, durante la fase di reclamo/mediazione, quando il riconoscimento delle pretese risulta inferiore al contenuto dell’accordo proposto. In caso di conclusione della conciliazione, le spese del processo saranno dichiarate compensate, salva diversa determinazione delle parti nell’accordo del processo verbale della conciliazione.

La responsabilità processuale aggravata

Nel processo tributario, risulta applicabile la responsabilità processuale aggravata, detta anche da lite temeraria o da danno processuale. L’art.15, c.2 bis in tema di responsabilità aggravata, ex art.96, c.3 del codice di procedura civile, individua che per la Suprema Corte costituisce abuso del diritto d’impugnazione riconducibile ad una colpa grave, la proposizione di un ricorso per Cassazione, basato su motivi manifestamente infondati, in ordine a ragioni già formulate nell’atto di appello, se risulta che la parte abbia agito con malafede o colpa grave. Il giudice, su istanza dell’altra parte, la condanna, oltre che alle spese, anche al risarcimento dei danni, che liquida anche d’ufficio mediante sentenza. La responsabilità ex art.96 del codice di procedura civile deve essere distinta dalla normale azione nei confronti dell’amministrazione finanziaria, bensì dinanzi alla giurisdizione ordinaria. La responsabilità processuale aggravata può essere chiesta se concorrono congiuntamente i seguenti requisiti:

  • totale soccombenza della parte;
  • l’aver resistito in giudizio con malafede o colpa grave;
  • l’aver causato un danno concreto ed effettivo.

Non opera nell’ipotesi in cui il ricorso sia stato accolto in parte.

Non è temeraria una lite parzialmente fondata.

La responsabilità deve essere fatta valere nel corso del giudizio in cui si è verificato il danno. In base alla sentenza n°17485 del 23/08/2011, per la Corte di Cassazione è necessaria la prova del danno in quanto la lesione che ha patito la parte, si desume dagli oneri di ogni genere che questa abbia dovuto affrontare per essere stata costretta a contrastare l’ingiustificata iniziativa dell’avversario. È intervenuta la Corte Costituzionale con sentenza n°152/2016, con la quale si è riconosciuto che la condanna è volta a scoraggiare l’abuso dello strumento processuale, che impedisce il conseguimento del rispetto del principio della ragionevole durata dei processi pendenti. Ciò sarebbe confermato, secondo la Corte, dal fatto che tale condanna può essere adottata anche d’ufficio, indipendentemente dalla domanda di parte.

I presupposti per la condanna delle spese:

sarebbero dunque la soccombenza della parte, la condotta censurabile, quantomeno sotto il profilo colposo ed il pregiudizio per la parte vittoriosa. Gli onorari non riscossi e le spese che si dichiara aver anticipato in base all’art.93 del codice di procedura civile, devono essere accompagnate da una richiesta di distrazione delle stesse, che può essere formulata nelle memorie illustrative. Le Sezioni Unite con la pronuncia n°16037 del 07/07/2010, hanno affermato che l’omessa pronuncia sull’istanza di distrazione, deve essere ricondotta alla mancanza materiale del giudice e non ad un vizio di attività o di giudizio.

Riepilogo degli adempimenti, spese di giudizio.

La nota spese comprende:

  • il contributo unificato;
  • gli onorari e diritti del difensore;
  • spese generali e gli esborsi sostenuti;
  • i contributi previdenziali e l’IVA se dovuti.

Il termine di deposito della nota spese:

  • fino a 5 giorni liberi prima della data della Camera di Consiglio;
  • fino alla data di trattazione, quando la discussione è in pubblica udienza.